"SOLO L'ASSENZA DI CERTEZZE PUÒ AIUTARCI A RESTARE LIBERI"
(Roberto Esposito)
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sabato 21 novembre 2020

QUANDO ESSERE NEGATIVI È POSITIVO

Ovvero:

SCREENING DI MASSA

L'Alto Adige ci sta provando e a quanto pare è possibile, In meno di due giorni più di 200.000 test effettuati.

L'obbiettivo è di raggiungere il 60% della popolazione arrivando a quota 340.000 test.

Mi sono sottoposta al test anche io, risultato ricevuto tramite e-mail in 12 ore.
Sui giornali si legge dei disagi di ieri per le code al freddo, frottole, le code ci sono state, ma c'erano 15 gradi e nel giro di un paio di ore i tempi di attesa si sono normalizzati quasi ovunque.

Mi sono presentata al punto di prelievo nel momento di massima coda, ovvero poco prima che iniziassero con i test che avrebbero dovuto cominciare alle 8. In realtà per il pubblico l'apertura è stata un po' posticipata perché si è voluto, prima di aprire ai cittadini, testare e refertare prima tutti gli addetti allo screening.

In circa un ora avevo comunque fatto tutto. ci sono stati punti di prelievo in cui l'attesa è stata superiore ma niente di terribile.

QUI i dettagli della partecipazione ed i risultati

domenica 16 dicembre 2018

PER LORO NON C’ERA POSTO

Riprendo oggi un post altruiDSC_5052_corretto
Qui l’articolo completo di Alberto, andate a guardarvelo!
Credo lo sappiate, non sono credente, è che alcuni messaggi nulla hanno a che fare con il divino, il trascendente, ma molto, tutto,  con l’umanità

giovedì 3 agosto 2017

PIENO SOSTEGNO

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Appunto, fatevene una ragione.

Sull’altra pagina del, blog: le foto di vera, pubblicherò un po’ di foto dei volti di chi c’era.

giovedì 15 giugno 2017

IUS SOLI


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Oggi ne discutono in senato, e io rubo ad Alberto, una foto che mi è molto piaciuta, glila ho presa da QUI

(La cultura seve sempre)

domenica 30 aprile 2017

1° MAGGIO STORIE DI LAVORO

 

Un libro di 133 anni fa da non perdere.

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Buon “PRIMOMAGGIO” a chi lavora e a chi vorrebbe farlo.

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venerdì 17 marzo 2017

I VOUCHER ED IO

Ovvero il lavoro senza dignità.

Siamo in argomento, proprio oggi un decreto li abolisce, a partire dal 2018 però, niente fretta mi raccomando.

Questa sono io:

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L’anno passato la ditta in cui lavoravo decide di avviare le procedure di messa in liquidazione, migliaia di euro di iva non pagata e le casse vuote. Chi la gestiva si preoccupa però di cercare di tutelare chi ci lavorava. Fa un accordo con quelli che allora erano i nostri commercialisti che ritenevano la ditta “salvabile” e che  vollero “rilevarla” per quanto si possa rilevare una cooperativa, una falsa cooperativa forse è meglio dire.

Si impegnano a riassumere i dipendenti, e si comincia a “svuotare la ditta”.  Acquistano i beni strumentali, creano una nuova azienda (srls) a cui li intestano e cominciano ad assumere qualcuno degli operai con contratti a chiamata e a tempo determinato: siamo a fine giugno ed i nuovi contratti scadono a fine dicembre. Nella vecchia ditta ero l’unica impiegata gli altri tutti operai, rimango per ultima e a fine luglio vengo licenziata.  Nel frattempo ho seguito come segretaria entrambe le ditte, la morente e la nascente.

La nuova direzione ha avuto tutto il mese di luglio per decidere come assumermi, infine, decisione presa: i voucher!

-Si dai, così tu prendi un po’ di disoccupazione e noi risparmiamo-

-Già, però… come magazziniera, sai i voucher non sono previsti per gli impiegati, tu fai la segretaria ma ti segnamo come magazziniera, giusto per iniziare, poi ti assumiamo…-

E questi sono i Voucher con cui mii hanno pagata:voucher001

Perdonate, ho cancellato codice fiscale e parte della numerazione per ovvi motivi.

Per due mesi di lavoro 40 buoni: 20 voucher ad agosto e 20 a settembre, il resto tutto in nero, ma non i 10,00 euro del costo del voucher bensì i 7,50 così hanno risparmiato ancora un po’

Tanto se viene un controllo siamo a posto, noi i buoni per te li abbiamo attivati!.
Fino ad allora non occorreva nemmeno comunicare da quando a quando il lavoratore avrebbe prestato la sua opera, che tu facessi un’ ora o che ne facessi 16, l’importante era che i voucher fossero stati attivati, praticamente LA FESTA DEL LAVORO NERO.

Mi sono trovata, in un certo modo, anche dall’altra parte; ho dovuto cioè essere io ad attivare i voucer per altri.
In agosto la direzione era tutta in ferie e raggiungibile solo per telefono, occorreva fare un viaggio per un trasloco sino a Udine, decisero di far fare il viaggio anche a due facchini da pagare con i famigerati buoni. Dopo lunghi conciliaboli decisero che attivarne quattro a testa bastava, e così io feci.

Il viaggio Rimini Udine più veloce della storia: quattro ore andata e ritorno.

Poi il nostro governo si è reso conto che almeno occorreva che all’attivazione venisse comunicato da che ora a che ora l’operaio avrebbe lavorato.

È finita che a fine settembre mi hanno chiamata nei loro uffici di commercialisti (loro in ditta non c’erano mai),  hanno detto, vieni su subito appena smetti di lavorare che ti paghiamo il mese. Era un venerdì e rimasi molto stupita. Stupita ma non stupida e immaginai qualche inghippo.

Arrivai, mi pagaraono e dopo pagata mi chiesero le chiavi, da quel giorno non ho più lavorato. Dovetti giorni dopo attendere che ci fosse qualcuno disposto ad aprirmi in modo da recuperare le mie cose in ufficio.

Quelli della “nuova ditta” devono peraltro ancora pagare i mezzi acquisiti dalla vecchia che intendeva,  con quel denaro, pagare tutti i TFR, ne consegue che i TFR non sono stati ancora pagati.

Ma per fortuna il mondo è pieno di belle persone.

mercoledì 1 marzo 2017

EDUCARE NON REPRIMERE

 

Arrivo come sempre in ritardo, ma arrivo.
Grazie a CASSETTI CONFUSI dove ho trovato la notizia dell’iniziativa.

Riprendo parte del suo post e lo ripubblico:

“Piena adesione all'iniziativa lanciata da: Web sul blog   e l'Agorà alla quale  youtubers, grafici e webmasters stanno rispondendo con entusiasmo condividendo banner, video e tutto quello che serve, per diffonderla.

Lo scopo dell'iniziativa è quello di manifestare perplessità e dissenso nei confronti  della proposta di un DDL   che con la scusa di legiferare per combattere il fenomeno delle fake news e degli insulti sul web, traccia invece regole liberticide nei confronti di siti e blog che poi non sono certo i luoghi dove questi fenomeni sono più frequenti..”

Fin qui il post ripeso da Hyde qui sotto la mia aggiunta:

Vorrei tra l’altro che mi spiegassero come faranno a discriminare tra chi diffone scentemente una fake news con lo scopo di disinformare,  e chi la ripubblica in buona fede credendoci.

A mio parere solo attraverso l’informazione corretta e l’educazione all’ uso dei media si può contrastare il fenomeno, solo quando chi legge capisce ciò che legge il fenomeno sarà arginabile.

Non servono bavagliIMG_1846a

IMG_1847aApprofondimenti sul testo del DDL presentato in questi giorni in Senato

martedì 29 novembre 2016

NON POSSO FAR FINTA DI NIENTE

Ma visto che non ho le competenze per parlarne linko un articolo che mi è parso molto bello, è lungo, ma ne vale la pena.

OMAGGIO A FIDEL

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lunedì 18 luglio 2016

COLTURE DA REDDITO NEL RIMINESE

20160717_0007Un campo di canne di bambù?

20160717_0005Strane però queste canne di bambù, avviciniamoci e guardiamo meglio.

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Ancora qualche dubbio?

20160717_0011Non dubbi ma certezze:

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Non canne ma Cannabis!

Un campo di canapa per la filiera sementiera, si producono i semi di canapa a basso contenuto di THC per le colture di canapa da fibra della campagna francese.

Una volta l’ Emilia Romagna, specie dalle parti di Budrio, era zona vocata alla coltura di canapa, si produceva un prodotto di ottima qualità per tessili e carta (in casa in qualche armadio c’è ancora un vecchissimo lenzuolo in tela di canapa). La demonzzazione della canapa ha fatto scomparire una tradizione secolare a tutto vantaggio dei produttori di cotone. Ora con le varietà a basso contenuto di sostanze attive comincia a riaffacciarsi la produzione di questa fibra pregiata, ma l’Italia una volta in prima fila è ora fortemente in ritardo, bloccata da infinite paure e regole.

A giorni in parlamento dovrebbe venire discussa una proposta di legge per la legalizzazione della canapa per uso ricreativo, non credo verrà approvata, ma nella speranza godiamoci QUESTO LINK

venerdì 1 aprile 2016

IL GIOCO DEI SINONIMI

Ovvero per favore smettetela di uccidere il linguaggio!

FIBRILLARE
Non se ne può più, tutto e tutti fibrillano, non c’è un giornaleradio o un telegiornale in cui qualcuno non fibrilli, la carta stampata mi pare fibrilli un po’ meno, forse vederlo scritto rende più evidente il suo abuso e la scarsità di fantasia che sottointende.

CUORE

Immagine tratta dal web

DAL DIZIONARIO TRECCANI:

fibrillare1 agg. [der. di fibrilla]. – Relativo alle fibrille: contrazioni f., contrazioni di fibrille o fibre muscolari, rapidissime e prive di effetto motorio; cellule f., le cellule di nevroglia della sostanza bianca, così dette per i loro prolungamenti sottili, che si dipartono dal piccolo corpo cellulare (sono anche chiamate astrociti a raggi lunghi)....

fibrillare2 v. intr. [der. di fibrilla] (aus. avere). – 1. Nel linguaggio medico, riferito a una struttura muscolare (e in partic. a determinate strutture del miocardio: atrî o ventricoli), essere sede di contrazioni incoordinate delle singole fibrille; riferito a paziente, essere in stato di fibrillazione (di solito, atriale, che può essere sopportata anche a lungo, a differenza della fibrillazione ventricolare).

DAL DIZIONARIO HOPLEI

fibrillare
[fi-bril-là-re]
(fibrìllo)
v. intr. (aus. avere)
MED Di organo muscolare, essere soggetto a fibrillazione

Qua e la si trovano accenni ad un uso figurato del termine, ma ditemi sinceramente, non credete si possa fare meglio?

Agitazione, ansietà, preoccupazione, apprensione, trepidazione…

Bisognerebbe preparare un elenco e poi spedirlo come suggerimento alle varie redazioni giornalistiche.

Volete aggiungere qualche suggerimento voi?

giovedì 28 gennaio 2016

E’ ORA DI ESSERE CIVILI

Ovvero: manifestare in trasferta.
Appoggiare anche in vacanza battaglie giuste e necessarie; non so se Terre Alte sia più vivace di Terre Basse o o se sia l’essere in ferie ed uscire dal guscio, fatto sta che le ultime volte che sono stata nella mia città natale ho sempre trovato modo di condividere temi che sento importanti. Questa volta molto importanti.

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Sono, siamo stati coppia di fatto per 26 anni, abbiamo aspettato 26 anni che il nostro paese diventasse civile.

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Invano, nulla si è mosso, nulla è cambiato.

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Infine per “ragioni tecniche”, per semplificare alcune cose che dovevamo sistemare, alcuni anni fa abbiamo dovuto ammettere la sconfitta e ci siamo dovuti sposare.

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Solo che noi potevamo farlo, mentre molti non possono, ne sopsarsi, ne in alcun modo possono far riconoscere i loro diritti.
Per ora.
Quindi…

SVEGLIATI ITALIA!

Svegliati che è ora di essere civili!

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mercoledì 4 novembre 2015

SOLIDARIETA’

Ovvero dopo le elezioni in Turchia.2015-08-08-0184a

Erdogan ha vinto; la repressione nei confronti dei curdi potrà continuare indisturbata. Si finge di bombardare l’ISIS e si elimina la dissidenza curda.

Il popolo curdo alla ricerca da sempre di una propria autonomia è oggi disperso in cinque stati: Turchia, Iran, Iraq, Siria e Armenia.

Il governo turco attua una feroce repressione nei confronti di questo popolo e delle sue istanze autonomiste.
Poco tempo fa a Bolzano mi sono imbattuta in una manifestazione in cui donne e uomini di questo popolo denunciavano gli abusi e le violenze di Erdogan.

Pubblico per solidarietà con loro alcune immagini raccolte quel giorno.2015-08-08-02022015-08-08-02052015-08-08-0212a2015-08-08-0207a2015-08-08-02142015-08-08-0234a2015-08-08-0243a2015-08-08-0218

2015-08-08-0238

2015-08-08-0194aNon pensavo che a Bolzano ci fosse una così folta comunità curda.

sabato 2 maggio 2015

ESERCIZI DI MEMORIA

Uno sguardo al passato per cercare di gestire e capire il presente.
Non ci sono soluzioni semplici a problemi complessi, isolarsi non è possibile, abbandonare la gente a morire in mare non è nemmeno pensabile, soffiare sulle braci della paura accende l’odio e spegne l’intelletto.
emigrazione

emigrazione 2

emigrazione 3

Sono figlia di emigranti. Mia sorella è nata all’estero.
Io no, quando sono nata io i miei genitori erano appena rientrati in Italia.
Quanti sono oggi gli italiani che hanno avuto tra i propri parenti stretti degli emigranti? Per fame, per la guerra, per ragioni politiche…

Molti, moltissimi.

Ma noi siamo un popolo senza memoria.

Total_population_and_resident_population_by_group_of_citizenship,_2011

(Click sull’immagine per vederla più grande)

No, tranquilli, non siamo invasi.

(Le prime tre tabelle sono tratte da L’Orda di Gian Antonio Stella che a sua volta cita come fonte il Centro Studi Emigrazione Roma 1978
l’ultima tabella è tratta un sito istituzionale europeo, e precisamente da QUI )