"SOLO L'ASSENZA DI CERTEZZE PUÒ AIUTARCI A RESTARE LIBERI"
(Roberto Esposito)
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sabato 21 novembre 2020

QUANDO ESSERE NEGATIVI È POSITIVO

Ovvero:

SCREENING DI MASSA

L'Alto Adige ci sta provando e a quanto pare è possibile, In meno di due giorni più di 200.000 test effettuati.

L'obbiettivo è di raggiungere il 60% della popolazione arrivando a quota 340.000 test.

Mi sono sottoposta al test anche io, risultato ricevuto tramite e-mail in 12 ore.
Sui giornali si legge dei disagi di ieri per le code al freddo, frottole, le code ci sono state, ma c'erano 15 gradi e nel giro di un paio di ore i tempi di attesa si sono normalizzati quasi ovunque.

Mi sono presentata al punto di prelievo nel momento di massima coda, ovvero poco prima che iniziassero con i test che avrebbero dovuto cominciare alle 8. In realtà per il pubblico l'apertura è stata un po' posticipata perché si è voluto, prima di aprire ai cittadini, testare e refertare prima tutti gli addetti allo screening.

In circa un ora avevo comunque fatto tutto. ci sono stati punti di prelievo in cui l'attesa è stata superiore ma niente di terribile.

QUI i dettagli della partecipazione ed i risultati

mercoledì 15 luglio 2020

IL GUADO ALLE SPALLE


Alle spalle, e ormai non più vicinissimo. Nel frattempo, dopo averlo superato, siamo riusciti a piantare il campo e a consolidarlo.
L’ undici di maggio eravamo sull’altra sponda, grazie alla nuova residenza presa facilmente online e grazie al rientro al lavoro dei traslocatori.

Finalmente dietro la porta rossa ma assediati da un muro di decine e decine di scatoloni.

Finito di montate i mobili abbiamo cominciato a demolire il bastione di scatole e malgrado una casa più grande trovar un posto adeguato a tutto non è stato semplicissimo Ma in fine, bene o male, sotto lo sguardo carico di riprovazione della gatta che detesta il disordine, ci siamo riusciti.

Libri negli scaffali, pentole negli armadietti, quadri alle pareti,

PC installato, ADSL on…


Anche l’inventario di morti e dispersi non è stato drammatico una bella brocca in meno, un paio di bicchieri e un piatto da portata rotti, un libro perso nel nulla. Direi che è andata bene, basta non strapparsi i capelli per qualche graffio al pavimento di legno appena risistemato.

Poi è toccato alla burocrazia, Utenze da chiudere da un lato altre da adeguare dall’altro medico di base da scegliere… Solite cose di chi cambia città.

Da un paio di settimane possiamo dire di aver finito anche se una fine definitiva dei lavori, come in tutte le case non esiste. Manca, per esempio, la tenda su un balcone, ma ci si può fare colazione lo stesso, ed è bellissimo guardare il giardino fiorito bevendo il tè.

Così dopo più di due anni e mezzo da quando il mio compagno s’è fatto male possiamo finalmente tirare il fiato e cominciare a guardarci intorno con curiosità...

Ma questa è un altra storia e la racconteremo un’altra volta :)

venerdì 13 marzo 2020

A METÀ DEL GUADO

È passato un po’ di tempo, la  stufa nel frattempo è arrivata, i lavori per sistemare la casa sono terminati, i mobili che il mio compagno ha preferito fare in Romagna dove ha più spazio e il laboratorio ben organizzato sono finiti e già arrivati a Terre Alte, la casa qui a Terre Basse è praticamente tutta nelle scatole, rimangono fuori le cose indispensabili per un minimo di necessità quotidiane: un po’ di panni, le pentole, qualche provvista e poco altro; il camion per il trasloco definitivo è prenotato. In somma siamo pronti…

… Ma… Siamo bloccati in mezzo al guado.

Bisogna aspettare che la salute pubblica migliori, che i venti di tempesta si chetino, che il virus muoia di fame non trovando più nessuno da contagiare.

Chiusi in casa, ma non troppo, siamo dei previlegiati abbiamo ancora un campo dove andare a spasso, centinaia e centinaia di metri senza nessuno solo albicocchi in fiore e mari di violette profumate.


E in tanto oggi era bello caldo e io ho i vestiti leggeri in qualche scatolone disperso nel mucchio.

domenica 27 gennaio 2019

LASCIARE TERRE BASSE 2

Ovvero come è difficile scegliere le piastrelle ;)

Un ottimo motivo per fare i pavimenti legno quasi ovunque, anche in cucina, è quello di non dover cercare le mattonelle, ma in bagno no,li le metto, e quindi mi tocca scegliere.

Ero partita con un’idea ben precisa, ma poi disegno dopo disegno, simulazione dopo simulazione ho cambiato parere niente più piastrelle 10x10 bianche con i particolari in nero.


nemmeno alleggerendo i bordi


Il 10x10 che in principio mi era sembrato una buona scelta, adatta ad una casa di inizio ‘900, ha cominciato a sembrarmi opprimente con tutti quei quadretti.

Ho optato così per del 20x20 fermo restando la scelta dei colori: bianco e nero, perché tutto ruota attorno alla mia fissazione per il lavandino che ho immaginato.

Ho in casa una consolle liberty nera che una volta aveva un piano di marmo andato rotto negli anni e che farò rifare. La voglio come base per un lavabo in appoggio.

Eccola qui dal vero:


La foto è orribile, la casa in questi giorni è un magazzino in delirio, non ci si gira e si fa quel che si può, e si sono io, ma tanto non mi si vede, quindi va bene.

Ed eccola qui disegnata per le mie simulazioni


Ebbene per questa volta sono soddisfatta di me, è un buon lavoro.

Dunque ho immaginato il bagno tutto di conseguenza a questa consolle, (che volete la pazzia vuole il suo sfogo, d’altra parte una volta ho visto costruire un intero bar in funzione di un condizionatore; almeno la mia petinouse è bella.)

Tornando alle mattonelle, ne ho trovate, dopo molto cercare, prodotte da una ditta nota che ha la sede qui vicino, alcune che mi piacciono, e non mi dispiacciono nemmeno le simulazioni che ne ho ottenuto, ma quali scegliere?

Albori? (Si chiamano così)



O Nocelle?




Vi piacciono o l’insieme è orrendo?
Quale preferite? MI aiutate?

La mia selta del momento ve la dirò poi, tanto faccio a tempo a cambiare idea chissà quante volte :)

P.S.
Sono  molto contrariata dall'impaginazione di questo post, ma il mio solito programmillo fa i capricci e ho dovuto far diversamente. spero di trovare una soluzione.

mercoledì 7 novembre 2018

LASCIARE TERRE BASSE

Ho cominciato ad organizzarmi per lasciare Terre Basse.
Piano, capiamoci, il luogo, non il blog.
Era programmato da sempre, ma in modo vago senza una data, un anno. Sapevo che l’avrei fatto ma rimaneva ancora tutto in un limbo indistinto e nebbioso, una possibilità più che una realtà.
Quello che è accaduto giusto un anno ed un giorno fa, oltre a cambiare tante altre cose mi ha costretto a passare dall’astratto al concreto anche su questo.
Così dalla Perla Verde dell’ Adriatico tornerò nel Cuore delle Dolomiti, già perché per me sarà un ritorno; sono nata tra i monti, e manco da li da 38 anni.
Ci vorrà un po’, la casa che era dei miei genitori è da ristrutturare, ma, seguire i lavori a distanza, facendo su e giù porterà via parecchio tempo. Tante cose che il mio compagno pensava di fare saranno per forza delegate ad altri, l’immaginare come dovrà venire rimane a me.
Non che ci siano molti cambiamenti da programmare, un po’ perché è una vecchia casa tutelata dalle Belle Arti, e molto perché i soldi sono quello che sono, ma toccherà comunque rifare gli impianti, qualche infisso e sistemare il bagno allargandolo un poco.
Il difficile arriva nel momento in cui decidere dove andranno le prese dove mettere il pc dove le cose che sono qui.
Dovrebbe essere facile visto che andrò in una casa più grande di quella in cui viviamo ora, ma non è così; dunque vi coinvolgo…
Ho cominciato a disegnare, prima la pianta delle stanze, poi i mobili, eccovi il risultato delle prime elucubrazioni per la camera da letto:
camera
Per non trovarmi il fianco dell’armadio dritto in faccia appena entrata mi sa che mi tocca dividerlo in due, ma mai e poi mai potrei immaginare le due metà simmetriche ai lati della finestra, mi parrebbe un altare.
Ai piedi del letto mi rimarrà un sacco di spazio, anche ora da sotto le coperte posso guardare dalla finestra, ma dal letto a quella c’è giusto lo spazio per passare.
Questo è quello che vedo adesso la mattina svegliandomi:20150213_0633
Questo quello che vedrò in futuro, ma gli alberi che si intuiscono sono del nostro giardino, che è bello bello (grazie MoOsco)
20151229_5041ESC_7431vigelia
Le ultime due foto sono di MOsco di Terre Alte, mia sorella che abita lì da sempre. (smettila di far languire e morire d’inedia  il tuo povero blog) QUI trovate un sacco di sue bellissime foto, (che lei è brava davvero, mica come me).
Poi appena fuori casa…
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Ecco quello che ci sarà!
hjyuhjyuhjyuhjyuhjyu (la gatta vi saluta camminando sulla tastiera)
Torniamo dentro.
Il quadro sopra il letto, lo ha fatto un amico proprio per noi, perché ci si possa portare via un pezzetto di lui, ora è ancora a casa sua, qui non saprei dove metterlo. (Grazie Marco, lo so che ti faremo un dispetto quando andremo via, ma ci sarà sempre posto per te!)
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Vi piace la porta bordeaux? O è meglio che io la lasci bianca? che ne dite?
I disegni li ho fatti usando SketchUp un bel programma free che una volta era di Google ora non più, ma si trova bene da scaricare da internet. Ne esiste una versione da usare on line, ma io preferisco quella da desk top.
È un programma di modellazione 3D facile ed efficace, mi diverto moltissimo e mi aiuta molto ad immaginare la nostra futura casa.
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Ho cominciato ad usarlo quando lavoravo nel settore legno, mi piaceva molto quel lavoro, e adesso aver di nuovo qualcosa da disegnare mi da soddisfazione un bel po’.
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Per cui rassegnatevi, prossimamente vi tormenterò con i disegni degli altri ambienti così per favore avrete modo di darmi consigli e di fare critiche, entrambi ottimamente accolti. Per cui: dite pure!

sabato 12 maggio 2018

PROMEMORIA E MARMELLATA

Ovvero: ricordatevi di conservare la primavera

Vi vorrei rammentare che è il giusto periodo per farlo, QUI e QUI la ricetta che ho pubblicato l’altr'anno, e sotto un’idea aggiuntiva


20160422_6258a

E INFINE:
MARMELLATA PER NON SPRECARE NULLA

Finito di filtrare lo sciroppo si possono recuperare fiori di sambuco e limone preparando una marmellata molto buona.

A quanto rimasto dalla mia ricetta del succo, in un tegame si aggiunge:

600 g di zucchero
500 g d’acqua
200 g di fiori 
2 cucchiai di aceto di mele
1 limone a pezzetti
1 pizzico di acido citrico

Si cuoce poi per il tempo necessario, circa un’ora dovrebbe andare bene, poi si frulla con un frullatore ad immersione, si porta di nuovo a bollore e si mette nei vasetti.

Io non sterilizzo le marmellate ma le verso quando sono ancora bollenti nei barattoli ed uso coperchi nuovi. I barattoli pieni li capovolgo subito in modo che il calore della marmellata disinfetti bene anche il coperchio.

mercoledì 18 maggio 2016

E ADESSO CHE NE FACCIAMO?

Ovvero meglio tardi che mai.

--Ebbene, siamo stati tanto ingenui da darti retta ed ora ci ritroviamo con tre litri di sciroppo di sambuco senza sapere bene che farcene, mica siamo ragazzini a cui rifilare lo sciroppo con l’acqua.

--Scusate, lo so che siete blogger adulti, me è che non c’è mai stato il sole…

--Che c’enta il sole?
--Non vorrete mica delle brutte foto in cui non si vede nulla…
--E vorresti farci credere che non c’è mai stato da allora nemmeno un raggio di sole?
--Veramente un pochino c’è stato, solo che avevo da fare
--Da fare?

--Hem c’era lo spettacolo di Barbara…
--Di Barbara, mica tuo!
--Già ma io dovevo fare le foto… 3792 foto da riordinare, scegliere, buttare… PIù quelle delle prove…

--Però ieri sera c’era un po’ di sole sul terrazzo e allora… UGO!

--Ugo? chi è Ugo? Hai fatto preparare lo sciroppo anche a lui?
--Ma nnnò non è Ugo avete capito male è…

HUGO,
e non è qualcuno, ma qualcosa di buono da bere

Il link vi porta alla ricetta ufficiale ma qui vi do quella riveduta di casa; Casa di Terre Alte in verità

Una parte di sciroppo di fiori di sambucoIMG_9419

Due parti di vino bianco secco
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due parti di acqua tonica, e un rametto di mentaIMG_9424a

Però rimamane un problema, per gustarlo a pieno dovreste berlo in un pomeriggio di tarda primavera in centro a Bolzano.

lunedì 9 maggio 2016

…PERCIO’ CHIUSI IN BOTTIGLIA QUEI FIORI DI NEVE…

…L’etichetta diceva elisir di giovinezza…
In realtà perché ciò che ho scritto sopra abbia un senso occorre che il lettore la giovinezza se la sia lasciata alle spalle da un po’ e che quindi possa ricordare “Non al denaro, non all’amore né al cielo” di De André.
Fatte le debite distinzioni ho anche io chiuso in bottiglia dei fiori di neve sebbene non di fiori di ciliegio trattasi, bensì di sambuco, e quindi inutile sperare che si tratti di un elisir di giovinezza.20160422_6258bC’è comunque un buon motivo per metterli sottovetro, servono per fare lo SCIROPPO DI FIORI DI SAMBUCO, ricetta molto molto altoatesina. Quale sia poi l’uso migliore per questo sciroppo lo vedremo un’altra volta; per ora ecco gli ingredienti:
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Acqua, zucchero, fiori di sambuco, limone, aceto di mele e volendo acido citrico. Le quantità ed il procedimento sono estremamente variabili a seconda dei gusti, delle abitudini, delle tradizioni familiari.
Dopo varie ricerche sono arrivata ad un sistema tutto mio frutto di mediazioni tra vecchie ricette familiari, libri e nuove interpretazini dal web.
Tanto per cominciare tutte le ricette che ho trovato esprimevano la quantità di fiori per litro d’acqua a numero! Ma come si fa? i fiori possono avere un diametro di 7-8 cm o di 20 ed oltre. Quindi dopo averli raccolti li ho pesati. Ho lavorato per approssimazioni successive finché non sono stata soddisfatta, ecco perchè le quantità che vi  fornirò non hanno numeri belli tondi tipo 100 g per 1 Kg, ma numeri bislacchi e poco accattivanti.
In principio mi era venuto un po’ troppo acido, e quindi aggiungi li togli là ecco le mie dosi:
acqua 2 litri e 1/4
zucchero 2 chili e 1/2
fiori di sambuco 350 grammi
aceto di mele 180 grammi
limoni piuttosto grandi 3
acido citrico 30 grammi.
Procedimento: disporre fiori e fettine di limone in un barattolo 20160422_6257
Con zucchero e acqua preparare sul fuoco uno sciroppo, aggiungere l’acido citrico, lasciare intiepidire ed unire l’aceto di mele. Versare tiepido nel barattolo sui fiori.
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Lasciare al sole per tre giorni, poi filtrare.
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Finito. Cosa farne ve lo dirò la prossima volta.

mercoledì 10 febbraio 2016

GIGI SCARPOLIN una postilla

Aggiunta alla storia del post precedente, da un commento di MoscO, anche lei “Scarpolina” nipote del nonno Gigi.

“Il nonno scarpolin conosceva piedi e scarpe di tutto il paese e oltre: durante la guerra si accorse che c'era un rifugiato a casa di paesani perché gli portarono da risuolare un paio di scarpe alle quali non sapeva abbinare i giusti piedi.

Grazie Franz, lo sapevo, ma non lo ricordavo, e mi pare una aggiunta importante.

domenica 7 febbraio 2016

GIGI SCARPOLIN

Ovvero: un post tira l’altro.
Traduttore:
scarpolin = calzolaio
Scarpolini = patronimico o successivamente anche matronimico e nome famigliare non ufficiale:
el Bruno dei Scarpolini, la Bepina Scarpolina, la Picena dela (dela con una sola l) Bepina dei Scarpolini…
Nonno Gigi e Nonna Piera 1951Il mio nonno materno era calzolaio, non di quelli che si limitavano ad aggiustare le scarpe, lui le scarpe oltre ad aggiustarle le faceva.

Ricordo la vecchia bottega di casa, una stanzetta a piano terra, a sinistra della porta d’entrata;autunno  1995 casa mezzana
(Foto di MoscO) (La porta è ancora la stessa, persino i vetri sono gli stessi di quelli della foto precedente, settanta anni dopo)

un deschetto davanti alla piccola finestra incastonata in muri fatti di pietra spessi novanta centimetri, tre sgabelli attorno e sopra ciotole piene di chiodi: a spillo, con la testa grande e piatta, di legno (i cavicli), borchie con la testa tonda, semenza con il gambo quadro e tanti ancora. Poi trincetti, la pietra e la cote per affilarli, lesine, aghi grandi e piccoli, curvi e dritti, il blocchetto della pece per impeciare i fili…
Sulla parete opposta una scansia piena di pezze di pelle, di fogli di gomma e soprattutto forme in legno, piedi e piedini di tutti i tipi. C'erano anche le forme personalizzate per chi nel paese aveva qualche peculiarità, il dito storto del Gioanìn o l'alluce valgo della Meneghina...
Allora le scarpe dovevano durare ed essere comode, si camminava tanto: nei boschi, nei campi, sulla neve... Scarpe solide da lavoro e scarponi da montagna per lo più, ogni tanto qualche scarpina fine, per i pochi benestanti di allora.
Mia madre, che se ci fosse ancora avrebbe compiuto i novant'anni da poco, raccontava con nostalgia di un paio di scarpine in capretto, morbide ed eleganti, che suo padre aveva fatto per lei; le uniche fini che avesse mai avuto da ragazza.
Figlia di un calzolaio era tra i pochi bambini previlegiati che anche nella buona stagione potevano portare le scarpe, anzi, doveva portarle. Lei se ne adombrava e, non volendo essere diversa, uscita di casa le toglieva nascondendole nella legnaia per correre scalza a giocare con gli amici.
beppina che legge
Eccola qui in primo piano, scalza, che legge.
Negli anni ‘70 la bottega e la cantina furono ristrutturate e diventarono un minuscolo appartamento dove andavamo durante le vacanze.
Non tutto però è scomparso, ecco un ritaglio da una foto del ‘73, in alto sopra la finestra c’è qualcosa…mezzana 1973002a
Alcune delle vecchie forme in legno.
Che dipenda da questa storia la mia passione per le scarpe? Winking smile




mercoledì 4 novembre 2015

SOLIDARIETA’

Ovvero dopo le elezioni in Turchia.2015-08-08-0184a

Erdogan ha vinto; la repressione nei confronti dei curdi potrà continuare indisturbata. Si finge di bombardare l’ISIS e si elimina la dissidenza curda.

Il popolo curdo alla ricerca da sempre di una propria autonomia è oggi disperso in cinque stati: Turchia, Iran, Iraq, Siria e Armenia.

Il governo turco attua una feroce repressione nei confronti di questo popolo e delle sue istanze autonomiste.
Poco tempo fa a Bolzano mi sono imbattuta in una manifestazione in cui donne e uomini di questo popolo denunciavano gli abusi e le violenze di Erdogan.

Pubblico per solidarietà con loro alcune immagini raccolte quel giorno.2015-08-08-02022015-08-08-02052015-08-08-0212a2015-08-08-0207a2015-08-08-02142015-08-08-0234a2015-08-08-0243a2015-08-08-0218

2015-08-08-0238

2015-08-08-0194aNon pensavo che a Bolzano ci fosse una così folta comunità curda.