Ovvero: fuori dal tunnel.
Da ieri sera dopo sei mesi, il mio compagno è di nuovo a casa!
La strada sarà ancora lunga, ma c’è il sole ed è meno ripida.
Ovvero: fuori dal tunnel.
Da ieri sera dopo sei mesi, il mio compagno è di nuovo a casa!
La strada sarà ancora lunga, ma c’è il sole ed è meno ripida.
(Attraverso il buio)
Lo dico, non lo dico…
Chi mi sta intorno nel mondo reale lo sa, chi frequento in quello immateriale del web no, ma anche tra le relazioni smaterializzate della rete mi pare di riconoscere qua e la qualcuno che posso chiamare amico, almeno nel senso un po’ vago ed indefinito dei legami possibili in internet.
Ci sono incontri e scambi rimasti in sospeso, risposte non date; così rimarrà per un po’ di tempo, per quanto non so.
Il perché è questione di un attimo, il tempo di una caduta.
Il mio compagno è da due settimane in rianimazione.
Aspetto.
D4°, è il 6° giorno, sarebbe domenica ma non è che cambi molto. I giorni della settimana sono concetti astratti, qui di più.
Anche la differenza tra giorno e notte è più sfumata, la luce è sempre più o meno quella, l’attenzione e l’attività anche, entrambe sempre elevate senza darlo a vedere. Quello che cambia è solo la nostra presenza, alle dieci di sera ci mandano via. A volte viene il sospetto che sia per tutelare noi “esterni” così siamo costretti a prenderci cura anche di noi stessi.
Degli interni si prendono cura loro, noi qui siamo assolutamente inutili, a volte forse anche un po’ dannosi. Quando durante il giorno ci allontanano per qualche minuto la sensazione è che non sia tanto per proteggere l’interno ma per evitare di dover badare anche a noi, facili al turbamento.
Aspetto.