"SOLO L'ASSENZA DI CERTEZZE PUÒ AIUTARCI A RESTARE LIBERI"
(Roberto Esposito)

martedì 25 novembre 2014

ZAFFERANO

Ovvero viola e arancione stanno benissimo insieme
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Questo bel fiore visitato da un bombo goloso è un Crocus sativus

Pianta spontanea nel bacino del Mediterraneo è probabilmente originario dell’Asia occidentale.
La fioritura è autunnale ed inizia solitamente verso i primi di ottobre dopo il riposo vegetativo estivo.

Coltivazione ad altissima incidenza di manodopera è stata in passato assai diffusa in Abruzzo specie in provincia dell’Aquila, raggiungendo nel 1830 un picco di 450 ettari coltivati
Lo zafferano italiano è sempre stato di ottima qualità anche in conseguenza della consuetudine che vede la coltura fatta su base annuale anziché poliennale.

Ripasso di botanica
Pianta bulbosa che fa parte della famiglia delle Iridacee. Nella foto si vede, racchiusa dai tepali lilla, la parte maschile del fiore, ovvero gli stami gialli carichi di polline, ma malgrado il colore che potrebbe farlo pensare, non sono loro a fornire la pregiata spezia che deriva invece dalla parte femminile, arancione nell’immagine, stilo e stigma che insieme formano il pistillo.

Fino a 120.000 fiori per un chilo di zafferano con produzioni per ettaro di circa 10 Kg di spezia essiccata (o tostata)

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Qui sopra la coltivazione famigliare di zafferano, molto poco intensiva ;) di Milena, le cui pazienti mani si vedono mentre tolgono gli stigmi dai fiori nell’ immagine sotto, e di Nino autore delle foto di questo post (seguendo il link alcune delle sue belle immagini di donne nel mondo, abbiate pazienza, il sito è un po’ disastrato ma le foto sono splendide).
Questa mini coltivazione di zafferano ha fornito l’anno scorso circa 30 grammi di spezia, quest’anno solo una decina la stagione è stata pessima per tutto.
Sembra pochissimo ma non lo è se si tiene conto che una bustina commerciale di zafferano contiene solitamente circa un decimo di grammo di spezia.
La particolarità di questo orticello di Crocus sta nel luogo in cui si trova: pochi chilometri dalla spiaggia di Riccione; in pratica se ci si accontenta di un solo risotto lo si può coltivare anche in vaso sul balcone :D
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Per le informazioni tecniche vi rimando a Wikipedia, o ancora meglio a questo sito, dove si trova oltre alla passione dei produttori di zafferano che lo gestiscono, anche da scaricare gratuitamente un “Libro Bianco sullo Zafferano” frutto di un progetto europeo per la valorizzazione di questo piccolo miracolo di colore sapore ed odore che i crocus ci regalano.
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Attenti ragazzi che la pianta  di tutti i Crocus, a differenza dei suoi pistilli, è velenosa, e lo è ancora di più il Colchico che un occhio inesperto può scambiare per zafferano anche se per fortuna non ha gli splendidi stigmi arancione

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martedì 28 ottobre 2014

ENRICO, CHE CULO!

Pensa l’imbarazzo se avesse preferito te!

La nostra ministra

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l’altra sera da Fazio alla domanda <<Chi preferisce tra Fanfani e Berlinguer?>> afferma che <<Da aretina non posso che dire Fanfani, per una questione di vicinanza territoriale.>>

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Contenta lei…
Noi magari un po’ meno visto che ci governa.

domenica 19 ottobre 2014

AUTARCHIA

Ovvero sbucciamo le nostre spugne.

Questi bei cetrioloni si chiamano Luffe (Luffa cylindrica)
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E quando dico cetrioloni intendo proprio oni, oni. Sono lunghi fino a 50; 60 cm con un diametro di dieci, ma non si mangiano.

Con tanta pazienza (il ciclo vegetativo non è breve) si trasformeranno in belle spugnone per lavare se stessi o le pentole.
Almeno in forma di spugna fatta e finita penso che li abbiate visti tutti, si vendono (non a buon prezzo) nei negozi di prodotti per l’igiene personale.

A me, che quando posso piace avere il mondo intero sotto controllo, per dipendere con spirito autarchico il meno possibile dall’esterno, l’idea di coltivarmi le mie spugne è sempre piaciuta.

Parecchi anni fa non ricordo come e dove avevo trovato i semi della luffa e m’ero allevata nel giro di un paio di stagioni  un bello stock di spugne. Per un po’ di anni, data l’abbondanza non le avevo più seminate (tra l’altro sono quasi indistruttibili) ma quando quasi esaurite le scorte decidemmo di riseminarle i semi conservati, ormai troppo invecchiati, si rifiutarono di germogliare.

Lo scorso natale  Steve un amico inglese mi ha, tra le altre cose, regalato una bustina di semi di luffa che hanno fatto il loro dovere: spuntati, cresciuti e fruttificato.
Purtroppo è l’estate che il suo compito quest’anno non lo ha compiuto a puntino e causa maltempo le luffe non sono ancora del tutto mature. Fino ad ora se ne sono seccate solo un paio delle più piccole.

Guardiamole da vicino: all’apice distale presentano una sorta di tappo, o per meglio dire opercolo (si chiama Luffa operculata un altro tipo di luffa assai più piccino e tondo ma ugualmente spugnoso), si vede bene nel frutto a destra, e ancora meglio nel frutto maturo qui sotto

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con una leggera pressione l’opercolo si apre e dal foro che scopre, scuotendo ben bene, escono i semi che sono quasi neri e della forma e dimensioni simili a quelli di zucca

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Tolti i semi, partendo dal foro, si comincia a sbucciare la luffa quasi come si fa per togliere il guscio alle uova sode.

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Subito appare la spugna pronta che non richiede altri interventi se non quello di essere usata.
Da asciutte sono rigide, ma bagnate divengono morbide. Durano moltissimo si asciugano subito e per rovinarle devi maltrattarle davvero molto.
Ecco infine un gruppetto di luffe sbucciate di varie misure:

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La bottiglia è una normale bottiglia da litro, giusto per farsi un’idea delle dimensioni.

Si coltiva come le zucche o, come i cetrioli visto che come questi ha un aspetto lianoso e preferisce avere un sostegno, i frutti se poggiano in terra si sciupano, ma come per le zucche occorre aspettare parecchio tempo prima di cogliere.

Qui un link ad una scheda trovata online.

Buon bagnetto a tutti.

sabato 11 ottobre 2014

AMABILE ASSASSINA

Ovvero: leggi di natura
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Appena cambiato i denti da latte ha voluto controllare che quelli nuovi fossero adatti all’uso.
Almeno non dovrò più riempire la casa di trappole come mi è toccato fare l’altr’anno.

Stavo stirando e un topo sfacciatissimo mi è passato sui piedi. Trappolina, topo preso anche con un po’ di rimorso.
La sera del giorno dopo distesa sul tappeto a guardare la tele un altro sorcio ancora più temerario del primo è venuto a fregarmi le briciole dei biscotti.
Per farla breve in pochi giorni ne presi 6.

Ormai era un po’ che non avevo più Bluto a girar per casa e evidentemente s’era sparsa la voce:<< CAMPO LIBERO!!>>
Bene signori topini adesso, sappiatelo, c’è Vèi, (e anche Nurù) 2 chili scarsi di muscoletti guizzanti, unghie e dentini.

E’ finita con il malcapitato completamente mangiato:

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<<Del topo, cari signori, qui non si butta via niente, proprio come fate voi con il maiale e sul tappeto nemmeno una gocciolina di sangue, così non mi potete rimproverare>>.

martedì 19 agosto 2014

TELECOM BYE BYE

Ebbene si ho finalmente tagliato il cordone ombelicale che univa il mio PC al tristemente famoso “ultimo miglio” di Telecom.

Già dal 2005 ho rinunciato al telefono fisso, almeno hanno smesso di chiamarmi all’ora di cena per vendere le cose più varie,  ho scelto una connessione internet con solo cavo dati senza fonia (nacked le chiamano). Allora non è che ci fosse molta scelta e NGI era uno dei pochissimi provider a fornire questo servizio, (forse l’unico a quel tempo) A convincermi ci ha pensato “Altroconsumo” che dava  il più alto punteggio di qualità proprio a quel gestore.

Non mi sono mai pentita, seri e affidabili, ma, se server e tecnologia dipendono da loro, non si può dire lo stesso per quel che riguarda i fili del telefono su cui purtroppo occorre comunque passare. La zona in cui vivo sebbene geograficamente certo non marginale è tecnologicamente disastrata: frequenti interruzioni di servizio, guasti alla linea e ogni volta che vedevo dalle mie parti le macchinine rosse di Telecom mi mettevo le mani nei capelli perché con buona probabilità mi sarei ritrovata con l’ADSL staccata.
Con il mio compagno abbiamo sviluppato una teoria: Telecom applica il collegamento a turno alla rete, finché uno non si lamenta lo lasciano staccato, poi  al reclamo riattaccano lui e staccano un altro. Scherzo signori di Telecom, scherzo, ma purtroppo non scherzo riguardo la pessima condizione dei collegamenti forniti.

Vogliamo poi parlare della velocità? Impossibile! solo di lentezza si può parlare.

Infine a salvarmi è giunto il dio dei venti
zefir

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Internet via etere, sull’alito delle brezze!
Eolo fa capo a NGI quindi di fatto non ho cambiato gestore e anche la mail è sempre @ngi.it

Ho sottoscritto il contratto per una velocità di 10 mega e 10 mega ho, anzi persino qualcosa in più come si vede dal test qui sotto.
Cattura
E’ passato circa un mese e i risultati sono sempre gli stessi.

In pratica ho decuplicato la velocità di navigazione e ho ridotto le spese, Telecom non si prende più i miei 12 euro al mese di balzello che applica a tutte le linee nacked indipendentemente dal gestore scelto.

Bye bye Telecom felice di averti lasciato.

http://www.speedtest.net/my-result/3670160416