"SOLO L'ASSENZA DI CERTEZZE PUÒ AIUTARCI A RESTARE LIBERI"
(Roberto Esposito)

domenica 10 novembre 2013

ALTRO TEMPO PERSO

Piove. Novembre, fin’ora languido e dolce come unA fine estate, comincia a mostrare il suo consueto volto.
Ha rinfrescato e questa notte arriveranno vento forte e aria fredda da nord.
Ho riportato in casa le piante più delicate, ho salutato le mie splendide impatiens che probabilmente domani finiranno di essere il cuscino di fiori rossi che ancora questa sera sono.
Poi mi sono messa a sprecare un po’ di tempo producendo cose inutili.
Più o meno come queste.
Ho preso delle vecchie scatole di metallo del tè e le ho verniciate di bianco.
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Poi coi miei soliti acquerelli da bambini dell’asilo mi sono messa a tentare di prolungare l’estate disegnando papaveri.
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Ci metterò il tè verde che mi hanno regalato, adesso è in una scatolina di cartone e nella mia casa, umida d’inverno, si rovinerebbe di sicuro.
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Ho un’altra scatola già verniciata di bianco, cosa ci disegno?
Attendo suggerimenti

mercoledì 6 novembre 2013

PROFUMO DI SALE

Ovvero un’idea piccina piccina.

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Non è ghiaccio alla base di rocciose montagne,

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non è un ruscello che serpeggia nel gelo,

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non sono cumuli di neve sporca.

E’ SALE.

Montagne di sale greggio appena raccolto, fotografato a Salin de Giraud in Camargue

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Che è il paese qui sopra.

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Questi invece sono i bei colori della salina di Marim vicino ad Olhao in Portogallo

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fotografata proprio di fronte alla vecchia stazione abbandonata.

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Questo è il mio tavolo e dunque si ritorna all’idea piccina picciò del sottotitolo del post di oggi.
Ho finito le acciughe sotto sale, non compro mai quelle sott’olio, costano molto di più e l’olio solitamente è di bassa qualità.
Terminate le acciughe rimane il sale che le conservava, anzichè buttarlo lo faccio asciugare e lo tengo in un barattolo accanto al sale comune, a portata di mano da usare a seconda dei piatti. In aggiunta a questi due c’è un terzo baratolo: quello del sale profumato che ho appena finito di preparare.

Il sale profumato lo faccio in più modi, dipende dall’estro del momento, ma la base è sempre quella:

Sale fino aglio, cipolla, rosmarino, salvia, pepe.

Circa 1/4 di cipolla  e un paio di spicchi d’aglio per 800 1000 g di sale, un cucchiaio di pepe in grani, le erbe è meglio che siano secche perchè si sminuzzano meglio, alle classiche salvia e rosmarino si possono aggiungere molte altre compagne, io solitamente metto santoreggia e timo per un profumo più piccante.  Maggiorana e alloro per un aroma più dolce…

Cumino, anice, finocchio, coriandolo… è tutto ammesso, basta annusare man mano che si procede fino che si è soddisfatti.

Sulla quantità di sale indicata per dare un po’ di sapore in più non ci stanno male (se li usate) un paio di dadi da brodo, oppure se non li utilizzate qualche cucchiaiata di fiocchi di lievito alimentare che ha un sapore simile.
Si mette tutto nel mixer e si frulla.

Si possono preparare miscele più adatte al pesce, altre per le insalate, oppure per la carne.

I miei tre barattoli sono sempre sul tavolo da lavoro accanto ai fornelli.

lunedì 7 ottobre 2013

NEL GIARDINO SELVAGGIO

Sono fortunata, godo del previlegio di potermi aggirare in uno splendido giardino selvaggio quasi come fosse mio.
Ogni volta che voglio posso godere dei suoi silenzi, dei colori, dell’odore di bosco e di fiori che diffonde, posso camminare sotto i suoi grandi gelsi e qualche volta anche rubare un fiore da mettere in vaso sulla mia tavola. E’ un giardino un po’ speciale come la sua artefice, esuberante generoso e un po’ disordinato, un giardino di campagna che qualcuno ha avuto il coraggio di definire “en Bisar” ovvero un bisciaio.
Malgrado non volesse essere un complimento può anche essere che lo sfacciato detrattore non avesse tutti i torti, infatti anche le biscie sono rispettate ed hanno il loro posto nel giardino di Milena.
In questi giorni di inizio autunno insolitamente piovosi e cupi, proprio nei punti meno soleggiati, il giardino selvaggio ci sta regalando una delicata ma abbondante fioritura.

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In un altro angolo, un po’ per arte, un po’ per fortuna, i settembrini riprendono il lilla tenue dei ciclamini selvatici che ogni anno sbocciano sempre più abbondanti.

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A qualche metro l’invasione dei topinambur, che non invitati si sono aggiunti alle aiuole tra le ultime zinnie, contribuisce a giustificare il nome di Giardino Selvaggio che ho voluto attribuire a questo posto capace sempre di rasserenarmi.

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Oggi ho rubato al giardino di Milena un minuscolo mazzo di ciclamini selvatici, fioriscono senza le foglie

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Quando perdono il fiore arricciano lo stelo su se stesso fino a portare il seme che va crescendo, a contatto del suolo, e talvolta anche fin dentro il terreno. Le foglie aspetteranno la primavera per farsi vedere.
Per coronare i piccoli  fiori che ho raccolto ho usato le foglie d’edera che con una certa fantasia possono richiamare quelle del ciclamino. 

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Grazie dei fiori Milena!

giovedì 12 settembre 2013

11/09/1973 IL CILE QUARANT’ANNI FA

Non c’è un solo undici settembre e quello del 2001 non è detto che sia stato il più tragico

Intervista a Luis Seplveda

http://www.radio.rai.it/podcast/A42669538.mp3