Ovvero i blog cent'anni fa
Santarcangelo di Romagna Fiera "de Bech" 11-11-1942
Cantastorie ed edicolante, l' importanza di far sapere ciò che succede
Andò per le piazze a cantar dei fatti e dei pensieri da quando fu cacciato dal paese (Bagnacavallo) dove era Consigliere comunale socialista e Capo Lega dei Braccianti di Traversara.
Per non rinunciare alle proprie idee se ne dovette andare nel ventotto, dopo molte minaccie e tante tante botte. Lavorava allora come bracciante: nelle fornaci d' estate, alla lavorazione della canapa d'inverno. Se ne partì verso Faenza con moglie e tre figli a cui riempir la pancia, tanti pensieri ed una bella voce, nelle taverne cominciò la sua canta.
Sempre molto controllato dai fascisti anche se non più picchiato decide alcuni anni dopo di trasferirsi a Rimini e li comincia a "cantare i fatti" nelle piazze come imbonitore ambulante. Su e giù lungo la costa tra Ancona e Faenza si accompagna con il figliastro Peppino (probabilmente lui alla chitarra nella foto) e il figlio Armando, formando il "Terzetto Romagnolo". Le collaborazioni con altri musicisti e cantastorie sono varie e fedele al suo spirito socialista fonda con loro la "Associazione Italiana Canzonettisti Ambulanti" di cui è il primo presidente. Rimane in carica sino al 1950.
Ho queste notizie da Giuseppe, mio "noncognato" un pronipote acquisito di Caserio. Il legame tra loro è però più stretto di quello che può sembrare, il filo che li unisce è rappresentato dall' edicola di via Garibaldi a Rimini che Caserio rileva e gestisce per molti anni. L' edicola passa poi al figliastro Peppino e da lui a Giuseppe che ancora ci lavora.
La foto di questo post la ho avuta da lui insieme ad un altro paio e ai testi di alcune delle canzoni di Caserio. Pubblicherò i prossimi giorni sia le une che gli altri.