"SOLO L'ASSENZA DI CERTEZZE PUÒ AIUTARCI A RESTARE LIBERI"
(Roberto Esposito)

lunedì 14 gennaio 2019

NONTOLLERA


Ho finito oggi di leggere un libro di Francesca Melandri. Come in altre sue cose non riesce a scrollarsi di dosso un tono un po’ didattico che però non è fine a se stesso, ce ne fossero di più di scrittori che ci mettono davanti alle tante cose della nostra storia sempre sottaciute, nascoste sotto il velo di “italiani brava gente”. Brava gente un cazzo! Figuriamo tali solo fino a quando non abbiamo l’occasione di dimostrarci per quello che siamo, talora pessimi.

“Sangue Giusto” (brutto titolo per mio gusto) si snoda tra presente, avvento del fascismo e guerra di Etiopia.

Tra i personaggi uno porta il soprannome di “Nontollera”, è un anarchico di Lugo che lega il suo nome ad una lapide, murata sulla rocca della cittadina, dedicata ad un martire dell’inquisizione  giustiziato nella piazza antistante.

Tempo fa con il mio compagno siamo stati, appunto, a fare un giro a Lugo, e una delle cose che più mi aveva colpito era stata la ricchezza di targhe sui muri delle case e della rocca. 20131102_7022a

Ecco che tra le foto fatte quel giorno ritrovo proprio quella voluta da Olindo Guerrini e che ammonisce e ricorda che:

"La chiesa non tollera ombra di libertà”

Come allora questa ammonizione continua a piacermi.

Qui sotto un piccolo saggio dell’amore per la storia e le lapidi commemorative della gente di Lugo


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“Indomito agitatore” non è male :)

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Anche nel presente  la passione per le targhe permane

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Molto particolareggiata ;-)

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Pure un po’ di internazionalismo con la Repubblica Orientale dell’ Uruguay.

Ce ne erano molte altre in questa piccola città assai gradevole dal bellissimo Pavaglione

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Mi è piaciuto ritrovare nel libro l’ accenno a quella scritta e le descrizioni di Lugo con il suo monumento a Francesco Baracca

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4 commenti:

UnUomo.InCammino ha detto...

Brava gente.
Mmh. Dipende.

Ad esempio, come questi brava gente comunista (brigata Garibaldi) che a qualche dozzina di km da Lugo ...

"L'eccidio di Argelato avvenuto a Pieve di Cento, in provincia di Bologna, a guerra finita, fu l'esecuzione sommaria, compiuta da partigiani delle Brigate Garibaldi e preceduta da torture e sevizie, prima di 12 persone l'8 maggio 1945 e in seguito di altre 17 persone, tra cui i sette fratelli Govoni l'11 maggio 1945.
[...]
Per ore, nello stanzone dove erano rinchiusi, i prigionieri subirono un bestiale linciaggio, con pugni, calci e colpi di bastone, furono seviziati, e coloro che non morirono per le torture furono strangolati.
[...]
la giustizia comunque non poté fare il suo corso perché gli assassini furono fatti fuggire in Cecoslovacchia e di loro si perse ogni traccia[15]; successivamente, il crimine fu coperto dall'Amnistia Togliatti."

https://it.wikipedia.org/wiki/Eccidio_di_Argelato


Italiani brava gente.
Gia'.

Sara ha detto...

Le epigrafi parlano attraverso i secoli. Lungimiranza nella comunicazione!

marcaval ha detto...

Penso che dovrò farlo un giro a Lugo, l'hai descritto in un modo che mi interessa molto. E dovrò anche leggere Francesca Melandri, avevo già letto alcune recensioni che mi avevano colpito proprio di "Sangue giusto". Grazie per le due ottime dritte.

Vera ha detto...

Marcaval, non scrive molto bene la Melandri, ho letto altre cose sue, Eva Dorme per esempio, anche quello interessante e illuminante (per chi non conosce l'argomento) ma lo stile è un poco infantile e didascalico molti luoghi comuni.
Lugo, si valla a vedere c'è anche una splendida chiesa, un parco con un lago pieno di fiori di loto, (programma per la primavera), una bella passeggiata lungo i rivi dei mulini, se non mi confondo, e a poca distanza Bagnacavallo piccola ma con una piazzettina splendida (Piazza Nuova) è ellittica chiusa da un portico formato da archi. Merita