"SOLO L'ASSENZA DI CERTEZZE PUÒ AIUTARCI A RESTARE LIBERI"
(Roberto Esposito)

mercoledì 7 dicembre 2016

WORK IN PROGRES

Ovvero: la rana ed il pettirosso.

Mi sono messa nei lavori compicati, ho un piccolo nipote e per natale abbiamo deciso con il mio compagno di fargli avere solo cose fatte da noi.
Lui, falegname, gli sta preparando una serie di figure geometriche in legno, i classici cubi, archi, parallelepipedi… quando li porterà a casa ve li farò vedere; io ho pensato ad uno di quei pannelli su cui segnare l’altezza del bimbo man mano che crese, sarebbe facile, se non mi fossi messa a disegnarlo.
Bobbedol, il falegname mi ha preparato la tavola in legno, 130 centimetri per 26, verniciata di bianco e poi un po’ decapata, il resto tocca a me, con la richiesta di bobbedol di disegnarci qualcosa che cresce, un rampicante per esempio.

Ok un glicine.
Ma su cosa si arrampica? Su un albero.
Bene, ma l’insieme è un po’ triste.
Ecco le prime bozze

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E allora perchè non metterci un pettirosso?

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E magari un ranoccchio?

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Poi magari ci metterò qualche farfalla…

Verrà bene, ho molti dubbi.

martedì 29 novembre 2016

NON POSSO FAR FINTA DI NIENTE

Ma visto che non ho le competenze per parlarne linko un articolo che mi è parso molto bello, è lungo, ma ne vale la pena.

OMAGGIO A FIDEL

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mercoledì 23 novembre 2016

EL BELET

Ovvero come pulire argento rame e ottone in modo naturale, o meglio, “alla vecchia maniera”.

Nelle case di una volta prima che in alluminio, per non parlar del moderno acciaio, le pentole, le padelle, i paioli, ed i tegami erano in rame o in ottone; occorreva quindi avere sempre sotto mano qualcosa di sempice ed efficace per tenerli lucidi e puliti.

Ecco cosa si usava e cosa io uso tuttora.

Procuratevi:
A) qualcosa di rame, di ottone o d’argento da pulire…
B) del sale fine
C) dell’aceto
D) della farina di mais (presumo che allo scopo potrebbe funzionare altrettanto bene la crusca, ma a “terre alte” si sa che la farina da polenta non mancava mai)IMG_5919a

Il vassoi in primo piano è d’ottone, si vede, ma il piatto arabescato che ha  affianco è talmente ossidato che non è facile intuirne il materiale.
E’ un bellissimo piatto antico, tutto bulinato in rame con gli arabeschi in argento, lo portò mio padre dal medio oriente sesant’anni fa, quando ci andava per lavoro. Vediamo se riusciamo a renderlo presentabile utilizzando el belet (il belletto).

Dunque in una ciotolina si mescolano la farina di mais ed il sale in parti uguali si aggiunge poi l’aceto e si fa una pastella densa.

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Ne ho messa poi un po’ sul piatto da pulire

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e la ho sparsa con le dita, dopo una decina di secondi ho cominciato a strofinare piano con una spugnetta

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Ed ecco che, dove c’era la pastella, rame e argento cominciano già a ritrovare il loro colore mentre il bordo rimane ancora scuro.
Infine ecco il piatto ripulito,

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Ed il vassoio di ottone bello lucido, pronto per il mio tè del pomeriggio.

IMG_5927Chi vuole venire a berlo con me?

P. S. c’è qualcuno che sa l’arabo e può dirmi che c’è scritto sul mio piatto di rame?

domenica 20 novembre 2016

CAMPO AUTUNNALE

Ovvero: buoni gli spinaci!20161109_140608_HDR

A lato del vecchio filare di viti, viti tanto anziane da essere intercalate con gli aceri campesti, c’è il campo degli spinaci.20161109_140513_HDRQuest’anno son venuti bene, ed è ora di cominciare a coglierli. Dureranno sino a fine inverno, con il freddo  le foglie più esterne ingialliranno un po’ e bisognerà scartare qualcosa, ma adesso…

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Da eliminare c’è solo la radichetta!

lunedì 24 ottobre 2016

AUTUNNO

Si raccoglie ancora qualcosa,

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Le piante estive non si rassegnano ancora al cambio di stagione

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e quelle autunno invernali non sono ancora pronte.