"SOLO L'ASSENZA DI CERTEZZE PUÒ AIUTARCI A RESTARE LIBERI"
(Roberto Esposito)

venerdì 17 marzo 2017

I VOUCHER ED IO

Ovvero il lavoro senza dignità.

Siamo in argomento, proprio oggi un decreto li abolisce, a partire dal 2018 però, niente fretta mi raccomando.

Questa sono io:

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L’anno passato la ditta in cui lavoravo decide di avviare le procedure di messa in liquidazione, migliaia di euro di iva non pagata e le casse vuote. Chi la gestiva si preoccupa però di cercare di tutelare chi ci lavorava. Fa un accordo con quelli che allora erano i nostri commercialisti che ritenevano la ditta “salvabile” e che  vollero “rilevarla” per quanto si possa rilevare una cooperativa, una falsa cooperativa forse è meglio dire.

Si impegnano a riassumere i dipendenti, e si comincia a “svuotare la ditta”.  Acquistano i beni strumentali, creano una nuova azienda (srls) a cui li intestano e cominciano ad assumere qualcuno degli operai con contratti a chiamata e a tempo determinato: siamo a fine giugno ed i nuovi contratti scadono a fine dicembre. Nella vecchia ditta ero l’unica impiegata gli altri tutti operai, rimango per ultima e a fine luglio vengo licenziata.  Nel frattempo ho seguito come segretaria entrambe le ditte, la morente e la nascente.

La nuova direzione ha avuto tutto il mese di luglio per decidere come assumermi, infine, decisione presa: i voucher!

-Si dai, così tu prendi un po’ di disoccupazione e noi risparmiamo-

-Già, però… come magazziniera, sai i voucher non sono previsti per gli impiegati, tu fai la segretaria ma ti segnamo come magazziniera, giusto per iniziare, poi ti assumiamo…-

E questi sono i Voucher con cui mii hanno pagata:voucher001

Perdonate, ho cancellato codice fiscale e parte della numerazione per ovvi motivi.

Per due mesi di lavoro 40 buoni: 20 voucher ad agosto e 20 a settembre, il resto tutto in nero, ma non i 10,00 euro del costo del voucher bensì i 7,50 così hanno risparmiato ancora un po’

Tanto se viene un controllo siamo a posto, noi i buoni per te li abbiamo attivati!.
Fino ad allora non occorreva nemmeno comunicare da quando a quando il lavoratore avrebbe prestato la sua opera, che tu facessi un’ ora o che ne facessi 16, l’importante era che i voucher fossero stati attivati, praticamente LA FESTA DEL LAVORO NERO.

Mi sono trovata, in un certo modo, anche dall’altra parte; ho dovuto cioè essere io ad attivare i voucer per altri.
In agosto la direzione era tutta in ferie e raggiungibile solo per telefono, occorreva fare un viaggio per un trasloco sino a Udine, decisero di far fare il viaggio anche a due facchini da pagare con i famigerati buoni. Dopo lunghi conciliaboli decisero che attivarne quattro a testa bastava, e così io feci.

Il viaggio Rimini Udine più veloce della storia: quattro ore andata e ritorno.

Poi il nostro governo si è reso conto che almeno occorreva che all’attivazione venisse comunicato da che ora a che ora l’operaio avrebbe lavorato.

È finita che a fine settembre mi hanno chiamata nei loro uffici di commercialisti (loro in ditta non c’erano mai),  hanno detto, vieni su subito appena smetti di lavorare che ti paghiamo il mese. Era un venerdì e rimasi molto stupita. Stupita ma non stupida e immaginai qualche inghippo.

Arrivai, mi pagaraono e dopo pagata mi chiesero le chiavi, da quel giorno non ho più lavorato. Dovetti giorni dopo attendere che ci fosse qualcuno disposto ad aprirmi in modo da recuperare le mie cose in ufficio.

Quelli della “nuova ditta” devono peraltro ancora pagare i mezzi acquisiti dalla vecchia che intendeva,  con quel denaro, pagare tutti i TFR, ne consegue che i TFR non sono stati ancora pagati.

Ma per fortuna il mondo è pieno di belle persone.

7 commenti:

Alligatore ha detto...

I voucher sono una furbata all'italiana per rendere il lavoro nero legale. I potici che li difendono in nome del liberalismo, dicendo che qualcuno ha usato i voucher per i lavoro nero, va punito, ma i voucher non vanno condannati, o sono in malafede oppure non capiscono cosa sia il lavoro oggi. Questo tuo pezzo, dice chiaro e tondo cosa sono stati questi maledetti voucher. Da abolire subito, altro che 2018.

Sara ha detto...

Io spero che tu possa venirne a capo, mi chiedo come mai dopo tanto tempo, dopo che gli stessi sindacati li hanno usati, ci si ponga il problema solo adesso.

Lorenzo ha detto...

Guardiamo il dito e non vediamo la luna dietro.

Alla base del "lavoro" c'è un contratto, esplicito o implicito, tra chi richiede la prestazione lavorativa e chi la offre. Quindi la legge della domanda e della offerta.

Se le aziende non hanno necessità/interesse di/ad assumere personale, NON LO FARANNO. Inutile interporre tra le parti strati di burocrazia, non fa nessuna differenza. Esiste uno squilibrio evidente tra domanda e offerta, quindi le condizioni del lavoro continueranno a peggiorare perché una delle parti non ha forza contrattuale rispetto all'altra.

Quanto aspettarsi che i rimedi arrivino dalla "sinistra", è una barzelletta.

Vera ha detto...

Alligatore, pur di poter affemare che gli occupati aumentano sono pronti a ritenere tali anche chi lavora senza contratto.

Sara, In origine non erano destinati all'uso che con modifiche alla legge è stato poi fatto, c'erano forti limitazioni al loro uso poi sono stati praticamente liberalizzati. Non mi paiono male per un utilizzo esclusivo da parte dei privati: giardiniere, colf, babysitter... poi una volta ampliata a dismisura la possibilità del loro utilizzo per formulare il quesito referendario, raccogliere le firme, presentarle attendere l'ammissibilità è normale che passi del tempo.

Lorenzo, l' innegabile problema di domanda ed offerta determinerà la quantità di lavoro disponibile, ma è la mancanza di controlli e le leggi sbagliate che permette che il lavoro che c'è possa essere in nero.

Santa S ha detto...

Siamo alla solita "italietta" Vera, le cose in sé potrebbero svolgere un'ottima funzione, il problema è che di tutto si stravolge la natura. Sembra il paese del Gatto e la Volpe. Pensa anche ai co.co.pro.
Mi dispiace molto per la situazione in cui ti trovi, anche se in modo diverso dalla tua, ci sono purtroppo passata ed è da 3 anni che aspetto notizie sul TFR e di lavoro neanche a parlarne, ma questa è ancora un'altra storia tutta nostra, in compenso esistono strutture che mi pare vengano chiamate centro per l'impiego...
Speriamo sistemino definitivamente almeno questa stortura.
Per il resto, di cuore, un grande in bocca al lupo per tutto.

Vera ha detto...

Santa, grazie per la solidarietà, ricambiatissima! In un esperienza lavorativa precedente ho avuto altri problemi di TFR ho chiesto la tutela e dopo un po' di anni ho avuto dal fondo di garanzia dell'INPAS quello che dovevo avere. Tra pochi giorni ho l'appuntamento per ricominciare la trafila. Vedrai che ne arrivi a capo anche tu. Ho sott'occhio una speranza di un nuovo lavoro, ma la ditta che dovrebbe assumermi ha al momento avuto degli intoppi, ritardi nei contratti. Spero per loro e per me :)

marcaval ha detto...

La solita penosa storia all'italiana ,,, ho diversi amici in situazioni simili. Il mio pià grande in bocca al lupo!