"SOLO L'ASSENZA DI CERTEZZE PUÒ AIUTARCI A RESTARE LIBERI"
(Roberto Esposito)

domenica 1 febbraio 2009

SULLA PORTA (parte prima)

Sto diventando noiosa, il blog ultimamente è diventato uno sfogo per quello che la mia ira vorrebbe gridare. Rabbia verso chi dai posti di potere anziché servire (lo stato, l’uomo, la chiesa…) vuole solo usare il privilegio. È ora che la smetta di inveire e che io racconti qualcosa di diverso.

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I LUOGHI DELLA STORIA: l' ingresso di casa mia, la porta è quella di sinistra che si intravvede appena, l' altra è quella dei vicini, come pure dei vicini è la finestra sopra la pensilina.

Alcuni giorni fa. Ora di tornare al lavoro. Saluto il mio compagno e apro la porta di casa. Qualcosa di arancione mi guarda male dallo zerbino, poi sbattendo le ali, zampetta via e si va ad appollaiare sul vaso delle viole che mogie mogie aspettano la primavera, e le schiaccia. Non è chiaro se a spaventarsi di più sia la cosa arancione o io.

La guardo, è una gallina. (Una Signora gallina di evidente nobile nascita, piume lucide e fulve fin sulle zampe, sguardo fiero, becco brillante). Ma che ci fa una gallina sul mio zerbino?? Non abito in centro d’accordo, ma nemmeno in bucolica campagna. Qui non ci sono galline che razzolano per strada da almeno 22 anni, che sono quelli passati da che io abito qui. Mah, non ho tempo di interloquire col pennuto, (merd’ ha già cagato tre volte) sto andando a lavorare, come è arrivata se ne andrà. Sera , arrivo a casa alle sette passate e qualcosa mi guarda attraverso il buio sporgendosi dalla grondaia della pensilina sopra l’ingresso. Accidenti a lei, come diavolo è arrivata lassù? Sa anche volare la stronza? Sono almeno tre metri, le galline per bene fanno fatica ad alzarsi di uno!

La mattina successiva si è trasferita sul davanzale della finestra dei vicini del piano di sopra. Difficile spiegarsi con loro, bravi ragazzi ma c’è qualche barriera linguistica, sono nigeriani. D’altra parte bisogna risolver la questione, non posso tenere una gallina caccona sulla pensilina finché non muore di fame, povera bestia.

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Domenica e Lorenzo i miei vicini nigeriani 

Opzione 1: Catturare la bestia , tirarle il collo e metterla in pentola…..

Ma chi ha voglia di commettere il gallinicidio? Vabbè si può anche fare, non facciamo i sentimentali, ma, chi ha voglia in un appartamento d’oggi di mettersi a spennare, sventrare, pulire una gallina??? Oltretutto preferisco i cavoli, le carote, l’insalata e tutti gli organismi autotrofi, che non camminano o mi guardano.

Opzione 2: trovare il padrone, catturarla o fargliela catturare e rimandarla a casa sua.

Nel frattempo passa un giono e Domenica è preoccupata per le sorti del volatile almeno quanto me. Mi spiega che le ha messo del riso bollito sulla finestra e la gallina è scappata, poi quando è tornata non ha mangiato nulla. Cosa si può fare? Devo assolutamente (io)  fare qualcosa, fra il resto fa tanta cacca e puzza. Dice lei.

OK vada per la soluzione due.

(Per oggi basta altrimenti diventa un romanzo. A presto la prosecuzione.)

6 commenti:

Minimegamondo ha detto...

Io avrei optato per la soluzione 1 ... di Don-Camilliana-memoria ...
magari invitando a cena i vicini:-)
Ops. Sto diventando davvero acido ...
Il matto

Vera ha detto...

Ciao Il Matto! Ben venuto.Si hai perfettamente ragione, ho preso seriamente in considerazione anch'io l'ipotesi pentola ma in 58 mq di casa mmmm dici che avrei potuto farlo in cortile, giusto ma se arrivava il legittimo proprietario? Scherzo non è quello a preoccuparmi, la realtà è che sia io che il mio compagno siamo prevalentemente vegeteriani (OOO prevalentemente NON rigidamente eh)e a casa nostra è molto raro che si cuini carne L' impiccio era maggiore del guadagno così la abbiamo graziata, come vedrai, alla fine della storia, non è in effetti una gallina destinata alla pentola. Pennuto fortunato.
P.S. Ho un piccolo coltello a serramanico del tipo "skinner" la cui lama ricorda un poco quella del tuo e chiuso sembra veramente una foglia d'acciaio con tanto di picciolo. Magari un giorno lo fotografo e la posto così lo vedi.

Guido ha detto...

Vera,
io abito un po' più in campagna, la mia casa è l'ultima del paese, non ci sono monti putroppo, ma campi. Nell'orto da dietro entra un po' di tutto, quello che riesce a sopravivvere al gatto. Una vipera, una gambero, dal camino è entrata di notte una giovane di civetta, alcuni anni fa un pipistrello, va be poi qualche topolino (normale...), qualche talpa e qualche pantegana(nell'orto). Dal tetto qualche giovane di passero ecc. Però galline mai. Belle persone i tuoi vicini, come ho sempre pensato ben superiori a noi poveri bianchi. Se ti capita fagli i complimenti da parte mia.
Ciao Guido

Vera ha detto...

Guido, nemmeno io vedo i monti, al massimo San Marino, non per niente il blog si ghiama terre basse.
In casa Il gatto mi portava (adesso è molto vecchio e combina poco) ucellini rosicchiati topini che si mangiava poi avanzando una zampette o i dentini, una testa di pipistrello la abbiamo tovata sul letto. Vipere niente ma natrici si, pensa se fossimo in campagna. ;)
La foto dei vicini l'ho fatta al loro matrimonio a cui ci avevano invitato, Belli? si e no, alcuni molto altri meno. Lei è almeno 185 cm x 130 Kg di donna, quando mi abbraccia sparisco risucchiata da enormi seni e rotolini di ciccia. Sono una potenza della natura quello senz' altro, ma non fare il razzista al contrario, ti assicuro che come noi anche loro hanno molti limiti.
Ho parecchie altre belle foto del loro matrimonio, magari ogni tanto ne metterò qualcuna.

Anonimo ha detto...

è una gallinella spaventata e affamata. Io la terrei, le galline si affezionano tantissimo (ne ho avute alcune ed erano sempre dentro casa, mi si erano affezionate e mi riconoscevano anche da lontano, mi venivano incontro e così via).

Cetto fa la cacca, ma la fanno tutti gli esseri viventi.

Oppure dalla a qualche contadino, ma con la promessa che la vai a vedere ogni tanto, altrimenti le tirano il collo poveretta.

Insomma, io spero che tu ti impietosisca della povera Lina e la adotti...:)

Orientalia4All

Vera ha detto...

Olà ciao Enrica vedrai che la storia della gallina va a finire bene tranquilla