"SOLO L'ASSENZA DI CERTEZZE PUÒ AIUTARCI A RESTARE LIBERI"
(Roberto Esposito)

mercoledì 23 novembre 2016

EL BELET

Ovvero come pulire argento rame e ottone in modo naturale, o meglio, “alla vecchia maniera”.

Nelle case di una volta prima che in alluminio, per non parlar del moderno acciaio, le pentole, le padelle, i paioli, ed i tegami erano in rame o in ottone; occorreva quindi avere sempre sotto mano qualcosa di sempice ed efficace per tenerli lucidi e puliti.

Ecco cosa si usava e cosa io uso tuttora.

Procuratevi:
A) qualcosa di rame, di ottone o d’argento da pulire…
B) del sale fine
C) dell’aceto
D) della farina di mais (presumo che allo scopo potrebbe funzionare altrettanto bene la crusca, ma a “terre alte” si sa che la farina da polenta non mancava mai)IMG_5919a

Il vassoi in primo piano è d’ottone, si vede, ma il piatto arabescato che ha  affianco è talmente ossidato che non è facile intuirne il materiale.
E’ un bellissimo piatto antico, tutto bulinato in rame con gli arabeschi in argento, lo portò mio padre dal medio oriente sesant’anni fa, quando ci andava per lavoro. Vediamo se riusciamo a renderlo presentabile utilizzando el belet (il belletto).

Dunque in una ciotolina si mescolano la farina di mais ed il sale in parti uguali si aggiunge poi l’aceto e si fa una pastella densa.

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Ne ho messa poi un po’ sul piatto da pulire

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e la ho sparsa con le dita, dopo una decina di secondi ho cominciato a strofinare piano con una spugnetta

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Ed ecco che, dove c’era la pastella, rame e argento cominciano già a ritrovare il loro colore mentre il bordo rimane ancora scuro.
Infine ecco il piatto ripulito,

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Ed il vassoio di ottone bello lucido, pronto per il mio tè del pomeriggio.

IMG_5927Chi vuole venire a berlo con me?

P. S. c’è qualcuno che sa l’arabo e può dirmi che c’è scritto sul mio piatto di rame?

15 commenti:

Sara ha detto...

Farina di mais anche per pulire il lavello di acciaio in cucina!

Vera ha detto...

Ottimo Sara, grazie per l'idea.

Nuvola ha detto...

Non so l'arabo, ma a naso sembra qualcosa scritto in calligrafia islamica.

Molto bello comunque!

semola ha detto...

...la mia fonte egizia mi dice che è una scritta artistica stilizzata...
... ci sta ancora lavorando ma dovrebbe esserci scritto "grazie a Dio"...
... ps. Sul retro c'è mica una punzonatura quadrata?

Nuvola ha detto...

Forse potrebbe essere simile a questo? (guardate le immagini del link)
Bismillah

Alligatore ha detto...

Wow che bel modo di far risplendere l'argenteria in modo naturale :)

Vera ha detto...

Nuvola, grazie mille, e ben venuta dal tuo "spazio profondo". Se non ho mal interpretato vivi in Turchia, immagino che non sia semplice in questo periodo.
Sul mio piatto c'è proprio la prima figura del link che mi hai inviato, è quasi sovvrapponibile, le differenze sono minime nella parte bassa, ma l'intersecarsi con gli ornamenti la rendono apparentemente più complessa. Vedo che la stessa frase dai vari calligrafi è rappresentata in più modiquidi si tratta senza dubbio di Bismillah al rahman al rahim come da te suggerito. grazie ancora.

Semola grazie anche a te e alla tua fonte egizziana, no non vedo punzonature sul retro del piatto, peccato, cosa sarebbero?.

Vera ha detto...

Ally per l'argento c'è anche un altro modo fantastico, lo usavamo in abergo per le posate, vedremo di fare un altro post più avanti, è ancora più semplice altro che "sidol"

Santa S ha detto...

Io avevo provato con la carta alluminio, acqua, sale e bicarbonato. Ma il risultato è stato poco soddisfacente, pulite, ma opache.
Proverò sicuramente, mi fido, e poi tra un po' la farina di mais non mi mancherà di sicuro, per me il binomio è: estate-gelato, inverno-polenta :))
:**

Cri ha detto...

Che meraviglia quel piatto e che meraviglia i metodi della nonna, sempre infallibili!!

Vera ha detto...

Santa mi piace il binomio ;D specie la prima parte. Il sistema, dell' acqua, sale e alluminio era quello usato in albergo: finito di scolare la pasta, l'acqua veniva rimessa sul fuoco in pentoloni di alluminio e dentro ci si mettevano le posate da disossidare. Lo facevamo spesso perchè bastava che a tavola ci fosse qualcosa con l'uovo (maionese, frittata o tiramisù che fosse) che subito l'argenteria che ne entrava in contatto dventava scura.

Cri, vero è un bel piatto ma forse suo "fratello" che al posto della scritta ha una gazzella è ancora più bello.
I metodi della nonna... diciamo che qualche volta funzionano; sempre infallibili è un po' ottimistico ;D

francesca MoscO Bonatta ha detto...

ma che bello, adesso sappiamo cosa c'è scritto sul piatto! Evviva!

Vera ha detto...

Si MoscO dopo 60 anni, la traduzione più lenta del mondo ;)

vanessa varini ha detto...

Che rimedi infallibili, grazie per la dritta!👍

vanessa varini ha detto...

Bellissimo il piatto!